2008:
1 marzo: Ottaviano Del Turco riceve un avviso di garanzia per una delibera che autorizza il pagamento di 14 milioni di euro alla Deutsche Bank, cui l’imprenditore chietino della sanità Vincenzo Angelini ha ceduto parte dei suoi crediti verso la Regione. Indagati anche sette assessori, Lamberto Quarta, e lo stesso Angelini.
14 luglio: la Guardia di Finanza arresta Del Turco. E’ l’avvio dell’operazione disposta dalla Procura della Repubblica di Pescara su presunte tangenti nella Sanità abruzzese. Il grande accusatore è Angelini, il quale sostiene di essere stato costretto a pagare milioni di euro a politici e funzionari. Con Del Turco finiscono in carcere Lamberto Quarta, l’assessore Antonio Boschetti, il capogruppo Pd Camillo Cesarone, l’amministratore della Humangest Gianluca Zelli. L’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga al momento dell’arresto si sente male, finisce in ospedale ed evita il carcere. Arresti domiciliari per l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca (Pd), il suo segretario Angelo Bucciarelli, l’ex presidente Fira Giancarlo Masciarelli, l’ex assessore alla Sanità Vito Domenici (PdL). Ci sono altri 25 indagati.
17 luglio: finisce l’isolamento per gli arrestati, cominciano gli interrogatori. Del Turco si dimette da Presidente della Regione.
18 luglio: gli arrestati puntano il dito contro il loro principale accusatore, Vincenzo Angelini, titolare del Gruppo Villa Pini: “Faceva tutto lui”, sostiene Zelli.
20 luglio: il Gip Maria Michela Di Fine rigetta l’istanza di scarcerazione di Del Turco e degli altri arrestati.
23 luglio: obbligo di dimora per Mazzocca.
11 agosto: Del Turco e gli altri cinque arrestati lasciano il carcere, il Gip dispone gli arresti domiciliari. L’avvocato Carlo Taormina, ex legale di Masciarelli, parla dell’esistenza di un dossier di 70 pagine consegnatogli dal suo ex assistito: “C’é tutto – dice Taormina – Docup, prima e seconda cartolarizzazione, persone coinvolte, protezioni giudiziarie”. Masciarelli nega l’esistenza del dossier.
8 settembre: comincia con schermaglie procedurali l’incidente probatorio sulle accuse di Angelini a Del Turco. Il proprietario di Villa Pini conferma tutto ai giudici.
13 ottobre: obbligo di dimora per Del Turco, Quarta, Masciarelli, Cesarone, Boschetti.
2009:
16 gennaio: Del Turco libero, il Gip sostituisce l’obbligo di dimora a Roma con il divieto di espatrio.
12 giugno: secondo un articolo pubblicato sul quotidiano “Il Messaggero”, Vincenzo Angelini sarebbe stato nuovamente ascoltato dai magistrati, ai quali avrebbe parlato di una tangente di 500 mila euro pagata a uno degli indagati nell’inchiesta, il deputato PdL Sabatino Aracu, ex presidente del Comitato organizzatore del Giochi del Mediterraneo, dimessosi il 15 maggio scorso.
Il 4 novembre, il Gip di Pescara Michela Di Fine respinge la richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Pescara per il deputato del Pdl Sabatino Aracu.
6 novembre: sequestrati un immobile e quattro quadri ad Aracu. Secondo gli inquirenti i soldi usati per l’acquisto dei beni potrebbero essere provento delle tangenti che Angelini ha dichiarato di aver versato al parlamentare.
7 novembre: La Procura della Repubblica di Pescara firma la chiusura delle indagini per la sanitopoli abruzzese. Richiesta di giudizio per 33 persone e archiviazione per il parlamentare e coordinatore del Pdl Fabrizio Cicchitto. Quest’ultimo era entrato a far parte degli indagati nell’agosto 2009, in seguito ad un memoriale scritto da Maria Maurizio, moglie separata di Aracu, al procuratore di Pescara Nicola Trifuoggi. Secondo un articolo di Primo Di Nicola, pubblicato sul settimanale L’Espresso i primi di agosto, nel memoriale la Maurizio accusa il marito di avere corrotto funzionari pubblici per mettere a segno i suoi affari privati. Lo chiama in causa per avere preteso tangenti dai baroni della sanità privata regionale, a cominciare da Angelini.
Nel memoriale, un capitolo sulla presunta compravendita dei posti in Parlamento: la donna parla di somme a cinque zeri intascate per inserire candidati nelle liste forziste al Senato. Come nel caso di Filippo Piccone, eletto nel 2006 a palazzo Madama e diventato primo coordinatore del Pdl in Abruzzo, che secondo la Maurizio avrebbe consegnato ad Aracu 600 mila euro.
Una parte dei soldi, secondo quanto la Maurizio ha riferito, sarebbero finiti a Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della libertà alla Camera, iscritto per questo dai pm nel registro degli indagati. Piccone farà sapere: “Su di me calunnie, bastava poco per accorgersene. I responsabili ne risponderanno“
2010:
12 maggio: prima udienza preliminare della Sanitopoli abruzzese al tribunale di Pescara. Le richieste di rinvio a giudizio firmate dal capo della procura Nicola Trifuoggi e i suoi sostituti Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio, vogliono far chiarezza su una lunga serie di reati ipotizzati che girano intorno ad un tangentopoli da oltre 15 milioni di euro rivelata da Vincenzo Angelini, ex patron del gruppo sanitario Villa Pini, successivamente fallito. Davanti al Gup Angelo Zaccagnini si è presentato l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco. Vincenzo Angelini, grande accusatore di Del Turco, finito ai domiciliari per bancarotta, non si è presentato all’udienza. Nel corso dell’udienza odierna sono state presentate richieste di costituzioni di parte civile da parte di: Regione Abruzzo, dalle quattro Asl, dalla Deutsche Bank, dalla Aiop (Associazione italiana ospedalità privata), dalle cliniche Villa Serena, Villa Letizia dell’Aquila, Pierangeli e Spatocco, dall’imprenditore Luigi Pierangeli, da Vincenzo Angelini, e da Maria Maurizio, ex moglie del deputato del Pdl Sabatino Aracu, imputato nel procedimento. Un gruppo di difensori ha inoltre chiesto di poter ascoltare le circa trecentomila intercettazioni presenti nelle indagini. Il Gup ha sospeso l’udienza riservandosi la decisione. Per il procuratore capo occorrerebbe poter fare udienza tutti i lunedì dei mesi di giugno, luglio, settembre, ottobre, novembre, dicembre. Trifuoggi ha anche detto che non si corrono rischi di prescrizione e che depositeranno investigazioni suppletive.
7 giugno: seconda udienza preliminare. Delle richieste di costituzione di parte civile, Ammesse quelle avanzate dalla Regione Abruzzo; dalle 4 Asl; dalle case di cura private: Spatocco, Pierangeli, Villa Letizia e Villa Serena; dall’imprenditore Vincenzo Maria Angelini. Escluse, invece, le richieste presentate dall’associazione Codici; da Maria Maurizio, ex moglie del deputato del Pdl, Sabatino Aracu; dai titolari delle cliniche private come persone fisiche. Per quanto riguarda l’Aiop, la costituzione è stata ammessa solo per alcuni capi di imputazione relativi alla vicenda del verbale sparito e ai dati che l’Agenzia sanitaria regionale avrebbe dovuto pubblicare sul sito internet, ma non avrebbe provveduto a fare. E’ quanto deciso dal gup del Tribunale di Pescara, Angelo Zaccagnini. Il gup ha, inoltre, respinto la richiesta di alcune cliniche e dell’Aiop di citare come responsabili civili la Regione, la Fira, la Deutsche Bank e la Barcklays Bank.
14 giugno: terza udienza preliminare. Presente l’ex presidente della Regione Abruzzo, assente invece sette giorni prima. La procura di Pescara nel corso dell’udienza preliminare sulle presunte tangenti nel mondo della sanita’ abruzzese, ha prodotto e chiesto di allegare agli atti nuovi documenti. In particolare si tratta di intercettazioni telefoniche ed ambientali; dei verbali delle deposizioni, in qualità di persone informate sui fatti, del presidente della Regione Gianni Chiodi e dell’ex commissario ad acta per la sanità Gino Redigolo riguardanti il debito sanitario; e dell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Vincenzo Angelini.
21 giugno: Si apre con la richiesta dei difensori dell’ex governatore Ottaviano del Turco, Giandomenico Caiazza e Giuliano Milia, di affrontare preliminarmente la questione relativa alla competenza territoriale, la quarta udienza, davanti al Gup del Tribunale di Pescara, Angelo Zaccagnini, sulla sanitopoli abruzzese. I due avvocati hanno presentato una memoria scritta. Il giudice, dopo una mezzora di sospensione, ha confermato quanto già disposto in una precedente ordinanza, secondo cui i legali degli imputati dovranno affrontare tutte le questioni preliminari e di merito nel corso della loro discussione. Dopo la pausa l’udienza è ripresa con la requisitoria dei Pm Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio. I due hanno illustrato questioni relative alla seconda associazione per delinquere, con riferimento alla seconda cartolarizzazione e all’approvazione della Legge 20 su appropriatezza e controlli. All’udienza non è stato presente l’ex governatore Del Turco. Nel corso della requisitoria il pool della procura di Pescara titolare dell’inchiesta sulle presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e gli altri 33 imputati e per tutti i reati. Tra loro figurano Vincenzo Angelini, l’ex segretario generale della Regione, Lamberto Quarta, gli ex assessori regionali, Antonio Boschetti, Bernardo Mazzocca, l’ex capogruppo del Pd alla Regione, Camillo Cesarone, l’ex manger della asl di Chieti, Luigi Conga, l’ex amministratore della Humangest, Gianlica Zelli, l’ex assessore alla sanità del governo di centro destra, Vito Domenici, l’ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli, Angelo Bucciarelli, ex segretario di Mazzocca, l’ex presidente della Regione del centro destra, Giovanni Pace, il parlamentare del Pdl, Sabatino Aracu. L’accusa nel corso della requisitoria ha ripercorso tutti capi di imputazione.
28 giugno: la quinta udienza preliminare è stata dedicata alle conclusioni delle parti civili dall’avvocato della regione Abruzzo, Daniele Benedini. Nel corso dell’udienza è stato chiesto il sequestro conservativo di beni mobili ed immobili di alcuni degli imputati, fra gli altri, per gli ex presidenti della Regione, Ottaviano Del Turco, e Giovanni Pace, per l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, per l’avvocato Pietro Anello, per l’ex Vice Presidente della Fira, Vincenzo Trozzi, per il deputato del Pdl Sabatino Aracu, per l’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, per Pierluigi Cosenza, per l’ex segretario di Bernardo Mazzocca, Angelo Bucciarelli. Nella sua replica, l’avvocato Benedini ha sottolineato la fondatezza dell’accusa, evidenziando che la Regione è stata offesa e danneggiata sia in senso morale sia patrimoniale. Intanto Massimo Cirulli, legale dell’ex presidente Pace e di Trozzi, ha preannunciato che chiederà per entrambi il rito abbreviato. Per quanto riguarda la Procura, ha chiesto invece la trascrizione di alcune intercettazioni. Anche il legale di Vincenzo Angelini, l’avvocato Sabatini Ciprietti, ha chiesto il sequestro conservativo dei beni di alcuni imputati, tra cui Del Turco. Anche il legale dell’Aiop e delle cliniche private, l’avvocato Tommaso Marchese, ha chiesto il sequestro dei beni di alcuni imputati e il rinvio a giudizio. Nell’istanza risarcitoria la stima e’ di oltre dieci milioni di euro.
5 luglio: all’inizio della sesta udienza i legali dell’ex presidente della Regione Giovanni Pace, dell’ex vice presidente della Fira Vincenzo Trozzi, dell’avvocato romano Pietro Anello e di Pierluigi Cosenza hanno chiesto il rito abbreviato. Secondo Giandomenico Caiazza, legale dell’ex presidente Del Turco, a margine dell’udienza in corso al tribunale di Pescara sulla Sanitopoli abruzzese in cui si sta discutendo di questioni riguardanti la competenza territoriale, il giudice di Pescara non è competente.
9 luglio: il gup del tribunale di Pescara, Angelo Zaccagnini, ha accolto le istanze di sequestro dei beni di alcuni imputati nella vicenda sulle presunte tangenti nel mondo della sanità abruzzese per un valore complessivo fino a 50 milioni di euro. Nello specifico il gup ha accolto le istanze delle parti civili pubbliche, vale a dire Regione e le quattro Asl, e di Vincenzo Maria Angelini, mentre ha escluso quelle delle cliniche private. Per quanto riguarda gli imputati Ottaviano Del Turco, Camillo Cesarone, Giordano Cerigioni, Giovanni Pace, Lamberto Quarta, Vincenzo Trozzi, Gianluca Zelli, ha stabilito che si possono proporre sequestri dei beni in favore delle parti pubbliche fino ad un valore massimo complessivo di 5 milioni di euro.
Nei confronti degli imputati Pietro Anello,Vincenzo Maria Angelini, Sabatino Aracu, Luigi Conga e Pierluigi Cosenza, si possono proporre sequestri, sempre in favore delle parti civili pubbliche, fino ad un valore massimo complessivo di 30 milioni di euro. Inoltre per Ottaviano Del Turco, Sabatino Aracu, Antonio Boschetti, Angelo Bucciarelli, Camillo Cesarone, Luigi Conga, Vito Domenici, Giancarlo Masciarelli, Bernardo Mazzocca, Giovanni Pace, Lamberto Quarta, Vincenzo Trozzi, il gup ha stablito che si possono proporre sequestri dei beni in favore di Vincenzo Maria Angelini fino ad un valore massimo complessivo di 15 milioni di euro. Sulla questione della competenza territoriale il gup si pronuncera’ alla fine dell’udienza preliminare, ultimata la discussione delle parti.
29 luglio: il Tribunale del riesame di Pescara ha confermato il sequestro conservativo dei beni fino a cinque milioni di euro a carico dell’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, su istanza della Regione Abruzzo. Lo stesso Tribunale ha invece ridotto da 15 a 6 milioni la misura del sequestro per Vincenzo Angelini, imputato nello stesso procedimento nel quale è anche parte civile. Ha inoltre accolto parzialmente il ricorso di un altro imputato, Vincenzo Trozzi ex vicepresidente della Fira. E’ stato invece revocato il sequestro che era stato disposto nei confronti dell’ex presidente della regione Giovanni Pace.
4 ottobre: è ripresa dopo la pausa estiva – con l’arringa dell’avvocato Sabatino Ciprietti, difensore dell’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini - l’udienza preliminare davanti al gup Angelo Zaccagnini. “Sia perché i fatti non sussistono, e comunque non costituiscono reato, sia perché sono contraddittorie le ipotesi accusatorie”. – secondo il legale che chiede per il suo cliente il non luogo a procedere. L’avvocato ha poi aggiunto che “una cosa è l’Angelini concusso e una cosa sono le ipotesi accusatorie che vedono Angelini colpevole per altri fatti. Sono due vicende assolutamente distinte”. “Angelini – ha sottolineato Ciprietti – non ha mai ammesso o confessato di aver compiuto reati attinenti alla gestione dell’attività sanitaria. Ha confessato, ha detto soltanto di aver subito delle concussioni. Quindi sono fatti completamente distinti. Rimane in piedi l’accusa che Angelini fa nei confronti degli altri”.
11 ottobre: “La delibera 58 é legittima e, peraltro, è peggiorativa e non migliorativa per le condizioni della banca”, questa l’arringa difensiva dell’avvocato Guido Carlo Alleva, legale della Deutsche Bank. Al centro della vicenda dell’udienza al Tribunale di Pescara, la delibera n. 58 del 29 gennaio 2008, con la quale l’allora Giunta disponeva il pagamento in favore della Deutsche Bank di circa 14 milioni di euro relativi a un credito che l’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, aveva ceduto alla banca. L’arringa da parte dei legali dell’ex-Governatore è prevista per il 25 ottobre ma nel corso dell’udienza è stata respinta un’istanza dei suoi difensori in cui si chiedeva la sospensione della discussione in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione sulla competenza territoriale. Sulla questione l’udienza in cassazione è prevista per il 17 novembre. A seguire è stato chiesto il proscioglimento dall’accusa di associazione per delinquere e concussione per l’ex assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca (anche di abuso e falso) e per il suo ex segretario,Angelo Bucciarelli, chiesto dal loro difensore, Ugo Di Silvestre. Nell’arringa l’avvocato ha ricordato che, nei tre anni in cui Mazzocca ha guidato l’assessorato, sono stati realizzati il Piano di rientro, la rete di riordino ospedaliera, ed è stata istituita l’agenzia sanitaria. Di Silvestre ha poi ribadito che l’ex assessore non ha mai preso soldi dall’ex patron di Villa Pini, Angelini. Per quanto riguarda Bucciarelli, l’avvocato ha sottolineato che, essendo un semplice segretario, non aveva alcun potere di condizionare l’attività amministrativa della Regione. Ha, inoltre, aggiunto che non ha mai imposto ad Angelini assunzioni di personale.
18 ottobre: riprende con l’arringa dei difensori dell’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga, l’udienza davanti al gup del tribunale di Pescara, Angelo Zaccagnini, su Sanitopoli. I legali, Francesco Petrelli e Roberto De Vita, hanno chiesto il non luogo a procedere. Al termine dell’arringa lo stesso Conga ha detto di non aver ricevuto tangenti dall’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini. Secondo l’accusa avrebbe avuto in totale circa sei milioni di euro. I difensori dell’ ex direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao e dell’ ex membro della commissione ispettiva regionale delegata a verificare la congruità delle prestazioni erogate sulla base del piano sanitario, Pierluigi Cosenza, hanno chiesto, durante l’udienza, il non luogo a procedere per i propri clienti, mentre l’avvocato Marco Femminella, difensore dell’ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, ha chiesto che si faccia immediatamente il processo. “Chiedo – ha detto Femminella - subito il rinvio a giudizio. La gente deve sapere che questo non è il processo“. Riguardo alle accuse contestate all’ex capogruppo del Pd, l’avvocato ha sottolineato di non aver trovato nelle carte “questa valanga di prove”. Durante la loro arringa, i legali di Di Stanislao hanno chiesto il non luogo a procedere “per l’insostenibilità dell’accusa”, evidenziando “incongruità e imprecisioni” della Procura. L’avvocato Massimo Carosi, difensore di Cosenza, da parte sua ha sottolineato che il suo cliente si è limitato ad applicare le disposizioni dell’allora piano sanitario. Cosenza deve rispondere di associazione per delinquere, truffa, falso e abuso. Nel pomeriggio l’arringa dei legali dell’ex assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti. L’avvocato Giovanni Cerella ha già chiesto anche per lui il non luogo a procedere. Per Cerella, in particolare l’accusa di concussione nei confronti del suo cliente è “insussistente”. “Angelini – ha evidenziato il legale - ha dichiarato di aver dato a Boschetti circa 90 mila euro nel giro di due anni senza indicare dove e quando prelevato i soldi“.
25 ottobre tocca, tra le altre, alle difese dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, del parlamentare del Pdl Sabatino Aracu e dell’ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli. L’avvocato Giandomenico Caiazza, che insieme a Giuliano Milia assiste Del Turco, ha preannunciato che nel suo intervento insisterà sulla questione della competenza territoriale, su cui è stato fatto anche ricorso in Cassazione.
(a cura di Paolo Della Ventura)
cronistoria dettagliata di una triste storia: la salute che ci saluta.
Ci vorrà ancora parecchio, per poter capire quello che è successo davvero.